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Massarenti, Giuseppe

Massarenti, Giuseppe ([1880 ?] - 1919)

68 unità archivistiche di primo livello collegate

Fondo

Consistenza archivistica: bb. 12

Il fondo Giuseppe Massarenti accoglie in prevalenza documentazione risalente agli anni dieci del Novecento, con un nucleo cronologico e funzionale centrale che corrisponde al periodo dell’esilio nella Repubblica di San Marino successivo ai fatti di Guarda del 5 ottobre 1914. In tale fase, pur essendo formalmente esiliato fuori dal territorio nazionale, il M. continua a esercitare una funzione di direzione politica, amministrativa e cooperativa sulla comunità molinellese e sul movimento bracciantile e socialista di area emiliano‑romagnola e nazionale. Le carte preservano con particolare continuità la traccia di questa attività a distanza, rivelando la persistenza di un ruolo di coordinamento e di indirizzo che non è mai venuto meno nel primo periodo trascorso lontano da Molinella.
Come evidenzia Marco Poli, dopo l'eccidio di Guarda "Massarenti, rifugiatosi nella Repubblica di San Marino, riusciva, comunque, a mantenere rapporti con la sua Molinella ed essere informato dell’evolversi degli avvenimenti: fu Nazzarena Gualandi, ragioniera dell’Azienda Macchine delle Leghe dei Lavoratori della Terra di Molinella, donna a lui sentimentalmente legata, a tenere i collegamenti clandestini tra Molinella e la Repubblica di San Marino, e viceversa. Era lei la “postina” che consegnava ordini e dispacci, trasmetteva alla “Squilla” gli articoli scritti da M., gli inviava il denaro messo a disposizione dalle Leghe per il suo vitto e per il pagamento del canone dell’alloggio intestato al signor Marino Para, dopo che varia posta da e per Molinella era stata intercettata e sequestrata dalla Pubblica Sicurezza. Altri che si alternavano nella spola tra Molinella e la Repubblica di San Marino furono Pietro Zarri (“Piròn Picòlla”), Giacomo Zarri e Cesare Soverini, tutti di Molinella, ed Emma Gazzotti di Bologna" (M. Poli, Giuseppe Massarenti. Una vita per i più deboli, Venezia, Marsilio, 2008, pp. 165‑166). Il fondo conferma e dettaglia questa dimensione pienamente reticolare, mostrando nitidamente, attraverso la corrispondenza e le minute conservate, il funzionamento concreto di tali collegamenti e la pluralità di soggetti coinvolti nella comunicazione del M.
Dal punto di vista archivistico, il fondo riflette una costante compenetrazione tra livelli di attività che, nella pratica quotidiana del soggetto produttore, risultano difficilmente scindibili: l’azione politico‑partitica nel Psi, la gestione amministrativa comunale, in particolare prima del subentro del commissario prefettizio, e la conduzione delle strutture cooperative e bracciantili appaiono inscindibilmente intrecciate. Le carte del Comune di Molinella, quelle della cooperativa di consumo, la corrispondenza con il Partito Socialista Italiano, con la Confederazione generale del lavoro, con la Federterra e con il movimento cooperativo, nonché gli scritti relativi alle controversie giudiziarie e alle polemiche di stampa, risultano strettamente intrecciate e mostrano come l’attività di Massarenti si articolasse contemporaneamente sul piano politico, amministrativo e cooperativo, senza nette separazioni tra questi ambiti, come d'uopo in molti archivi privati, ma in questo caso con un elemento che ci consente di cogliere appieno la sovrapposizione fra le varie sfere d'azione e le interconnessioni che tra esse si delineano.
In termini descrittivi, ciò rende metodologicamente inappropriata una ripartizione rigida in “serie politica”, “serie amministrativa” e “serie cooperativa”: la struttura attuale privilegia infatti la conservazione dei nuclei originari per soggetto, vicenda o area di attività, assumendo come criterio ordinatore il vincolo di provenienza e la riconoscibilità delle funzioni esercitate, piuttosto che l’appartenenza a categorie formali o tematiche che parrebbe qui artificiose.
Un tratto distintivo del fondo è la rilevante presenza di minute, malacopie e testi preparatori autografi o in copia dattiloscritta annotata, che consentono di accedere non solo alla “versione ufficiale” degli atti, ma anche ai processi di elaborazione interna del discorso politico e soprattutto difensivo (sia per i fatti di Guarda, sia per gli altri procedimenti, fra cui quello per peculato) del M.. Questi materiali, spesso organizzati in fascicoli tematici relativi a profughi, processi, commissari prefettizi, elezioni e campagne di stampa, costituiscono un osservatorio privilegiato sui meccanismi di costruzione dell’argomentazione, sulle strategie retoriche adottate e sulle modalità di interazione con stampa, magistratura e amministrazioni statali. La scelta descrittiva è stata quella di preservare tali fascicoli come unità coerenti di “carte di lavoro” che consentono di entrare nel laboratorio politico−intellettuale del M.
Particolare rilievo assumono, in questa prospettiva, i taccuini di appunti, privi di datazione ma chiaramente riferibili al medesimo contesto cronologico e funzionale, i quali testimoniano una pratica di annotazione continua in cui elementi di riflessione teorica – di ordine politico, filosofico o morale – coesistono con dati puntuali di gestione (quantitativi di raccolto, spese, movimenti di cassa, appunti su contabilità e logistica della cooperativa). In termini archivistici, tali quaderni sono stati trattati come unità indivise, nella consapevolezza che la loro significatività risiede proprio nella coesistenza, all’interno di uno stesso supporto, di livelli diversi di scrittura: speculazione teorica, programmazione politica e registrazione di dati e fatti materiali.
Il fondo si colloca, per la parte biografica, in rapporto dialettico con le fonti utilizzate da Poli e con altri nuclei documentari di provenienza privata (come quello raccolto da Giorgio Golinelli per il periodo successivo al 1921, richiamato dallo stesso Poli in prefazione). Rispetto a tali complessi, esso integra in maniera specifica la documentazione relativa agli anni dell’esilio sammarinese e alla gestione “a distanza” di Molinella e del sistema cooperativo, sindacale e amministrativo di cui Massarenti fu ispiratore e fondatore.

Storia archivistica:

La documentazione, presumibilmente tratta a Molinella da San Marino in occasione del ritorno di Massarenti, è stata individuata in locali della Cooperativa agricola. In una fase successiva il complesso è stato trasferito a Palazzo Volta, dove è stato individuato come nucleo unitario e oggetto di prime ricognizioni e descrizioni sommarie. Più recentemente il fondo è stato trasferito nella sede attuale di Marmorta, in locali idonei alla conservazione, ed è stato sottoposto a un riordino sistematico e alla redazione dello strumento di corredo oggi in uso.

Nota dell'archivista:

Il riordino del fondo ha perseguito l’obiettivo di rispettare quanto più possibile le stratificazioni originarie, evitando di imporre schemi artificiali estranei alle modalità concrete di formazione del fondo stesso.
In primo luogo si è adottato il principio di provenienza, identificando come unità di base il fondo personale di Massarenti e, al suo interno, i nuclei documentari che apparivano già strutturati o comunque riconoscibili per soggetto, vicenda o area di attività Quando tali nuclei risultavano ancora leggibili, la scelta è stata quella di conservarne l’assetto, limitandosi a interventi di riordino interno (ricomposizione di fascicoli smembrati, riallineamento di carte evidentemente fuori posto) e a una descrizione maggiormente analitica.

In presenza di documentazione sciolta o solo parzialmente aggregata, si è optato per una aggregazione funzionale e tematica “di secondo livello”, costruendo fascicoli per aree di attività solo quando la coerenza d’uso e di contenuto risultava evidente

Per quanto concerne la corrispondenza si è mantenuto un ordinamento per soggetti e organizzazioni con cui Massarenti ebbe rapporti continuativi (PSI, CGL, Federterra, cooperative, professionisti e notabili, fascicoli su singole vicende come processi o controversie), affiancando a questi un fascicolo miscellaneo di “mittenti individuati” e uno di “mittenti non individuati” quando non era possibile ricostruire nuclei più compatti o distinti. Analogamente, per la documentazione processuale sui fatti di Guarda e altri procedimenti si è scelto di conservare la struttura dei volumi di spoglio (interrogatori, atti generici, esami testimoniali, ecc.), mantenendo l’ordine interno originariamente conferito dal lavoro di raccolta e rielaborazione compiuto da Massarenti e dai suoi difensori.

I materiali a stampa sono stati organizzati in una serie specifica, distinguendo una sottoserie di rassegna stampa (ritagli ordinati per anni e fascicoli consimili) da una sottoserie di altro materiale a stampa (opuscoli, manifesti, estratti di riviste, bollettini, statuti, ecc.), dove sono stati mantenuti i fascicoli tematici originari quando identificabili (ad es. il fascicolo Pilade del Buono). I taccuini di appunti sono stati trattati come unità autonome, non smembrate, poiché la loro importanza risiede nella compresenza, al loro interno, di appunti politici, riflessioni personali e annotazioni pratiche di gestione della cooperativa o del comune.
Infine, una quota ridotta di documentazione eterogenea è stata collocata in una serie “Miscellanea”, per la quale si è fornita una descrizione sintetica sufficiente a orientare la ricerca. Complessivamente, i criteri adottati mirano a coniugare il rispetto del vincolo archivistico con le esigenze di leggibilità delle principali funzioni svolte da Massarenti, preservando sia i nuclei originari sia la natura “trasversale” del suo sincretico operare tra ambito politico, amministrativo e cooperativo.

Codici identificativi:

  • CA-00000200 | Annotazioni: Identificativo di sistema

Soggetti conservatori

Soggetti produttori

Compilatori

  • Inserimento dati: (persona)