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Consorzio di bonifica Osa Albegna

Consorzio di bonifica Osa Albegna (1875 - 2004)

684 unità archivistiche di primo livello collegate

Fondo

Consistenza archivistica: 393 buste 684 unità archivistiche

Il fondo del Consorzio di bonifica Osa Albegna conserva la documentazione prodotta e ricevuta dall’ente nel corso della propria attività istituzionale, con estremi cronologici complessivi 1875−2004. L’estremo iniziale è determinato dalla presenza, in coda al complesso, di un archivio aggregato prodotto dal Consorzio per il mantenimento dei fossi nell’Agro Orbetellano, soggetto distinto dal Consorzio di bonifica Osa−Albegna e attivo anteriormente alla costituzione di quest’ultimo. La documentazione propriamente riconducibile al Consorzio di bonifica Osa−Albegna si estende invece dal 1927 al 2004.
Le carte permettono di ricostruire l’attività del Consorzio e il suo funzionamento nel corso del tempo, articolato nei vari ambiti istituzionali, amministrativi e tecnici. La documentazione relativa agli organi consorziali comprende gli atti relativi alla costituzione e al funzionamento degli organi, la normativa statutaria e i rapporti con i consorziati. Ampi nuclei riguardano inoltre la gestione amministrativa e finanziaria dell’ente, la contribuenza, il personale, i rapporti con le amministrazioni pubbliche e con soggetti privati e la gestione dei servizi consorziali.
Particolarmente consistente è la documentazione relativa all’attività tecnica e alla realizzazione delle opere di bonifica, inserita nella serie Progetti e lavori che, assieme alla serie Espropriazioni e patrimonio, documenta in gran parte l’attività dell’ufficio tecnico del Consorzio. Nel fondo sono infatti presenti progetti, studi, perizie, documentazione relativa agli appalti e all'esecuzione dei lavori, nonché carte riguardanti la manutenzione delle opere e delle infrastrutture. Sono documentati, tra gli altri, gli interventi di sistemazione idraulica dei bacini dell’Osa e dell’Albegna, le opere di canalizzazione e gli impianti idrovori, la costruzione e manutenzione di strade, ponti e altre infrastrutture, gli interventi di trasformazione fondiaria e agraria del comprensorio. La documentazione tecnica, oltre a fotografie e documentazione testuale come perizie e relazioni, comprende anche elaborati grafici e cartografici che consentono di seguire l’evoluzione progettuale e realizzativa delle opere. La commistione tra documentazione tecnico−progettuale e amministrativo−contabile, all’interno di ciascun fascicolo, è particolarmente interessante e permette di ricostruire l’intero iter di progettazione, affidamento, esecuzione e collaudo di ogni intervento.
Di particolare interesse è la documentazione relativa al ripristino dei danni bellici, testimonianza del processo di ricostruzione delle opere di bonifica e delle infrastrutture connesse al termine della Seconda Guerra Mondiale. Accanto a questo nucleo, si situa anche la documentazione relativa agli eventi calamitosi e agli interventi di ripristino delle opere danneggiate. Sono infatti conservate pratiche relative a diverse alluvioni ed eventi verificatisi nel corso del secondo Novecento, comprendenti documentazione tecnica e amministrativa, perizie, atti di appalto e collaudo e rapporti con le amministrazioni competenti.
Il fondo conserva inoltre documentazione relativa ai rapporti istituzionali con gli organi dello Stato, gli enti territoriali, gli uffici tecnici e gli altri soggetti coinvolti nella realizzazione e nella gestione delle opere di bonifica. Di particolare rilievo, anche per il periodo storico in cui parte di questa si situa, è la presenza di corrispondenza dei presidenti, tra cui spicca il primo, Francesco Vivarelli Colonna, e di alcuni vice−presidenti.
La natura della documentazione conservata permette di mettere in relazione l’attività dell’ente con i processi di trasformazione del territorio e rende il fondo una fonte privilegiata non solo per lo studio della storia istituzionale e amministrativa del Consorzio, ma anche per quello delle trasformazioni idrauliche, infrastrutturali e agricole del territorio compreso fra l’Osa e l’Albegna nel corso del Novecento.

Storia archivistica:

La documentazione si è formata presso gli uffici del Consorzio e vi è rimasta per tutta la durata di vita dell’ente. A partire dal secondo Dopoguerra, l’archivio è stato conservato nella sede di Grosseto, in via Tintoretto.
Alcune unità portano i segni di allagamenti (documentazione ammalorata e alluvionata, segnalata nelle note); non si hanno notizie di scarti autorizzati, ma le lacune nei registri dei verbali dopo il 1964, nei protocolli anteriori al 1975 e nei bilanci dopo il 1990 indicano dispersioni o trasferimenti di cui non resta una traccia materiale. Dagli anni Ottanta la parte “storica” del deposito si sovrappone alla documentazione corrente, con una lieve compenetrazione di cui si è tenuto conto nel fissare il limite cronologico dell’inventario.
Insieme alle carte del Consorzio si conservano sette unità del Consorzio per il mantenimento dei fossi nell’Agro Orbetellano, nelle due sezioni della destra e della sinistra dell’Albegna (1875-1933): campioni generali e delle classi, campioni di reparto e registri dei mandati, pervenuti al Consorzio Osa-Albegna al momento del subentro nelle funzioni. Sono descritti come archivio aggregato. Sono presenti anche poche unità riferibili al Consorzio di bonifica Grossetana (comizi irrigui e lotto 89 della zona a sud-ovest di Grosseto) e a lavori eseguiti dal Consorzio fuori del proprio comprensorio (Alberese, Burano): sono state lasciate nel fondo, con la segnalazione della provenienza.
Con la soppressione dell’ente e il subentro del Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud (2014) l’archivio è passato al nuovo soggetto, che ne è anche il conservatore. L’intervento di riordino e inventariazione si è svolto tra il marzo e il settembre 2026 presso l’attuale sede di conservazione del fondo, presso la Centrale idroelettrica S. Martino di via Ponte Tura: ricognizione, schedatura analitica di 384 unità per circa 32 metri lineari, unificazione delle schede, definizione delle serie, attribuzione dei fascicoli e numerazione definitiva delle 393 unità di conservazione risultanti.

Nota dell'archivista:

Il fondo è articolato in otto serie e ventisei sottoserie definite in sede di riordino archivistico (2026), poiché il Consorzio non ha applicato con continuità e unitarietà il medesimo titolario, nonostante riemerga talora l’utilizzo di uno strumento consimile: le classificazioni originarie (gruppo, classe, categoria; lotti), dove rilevate, sono generalmente registrate nelle note delle singole unità.
Le unità di conservazione presentano una numerazione unica progressiva (1-393) che segue in via generale l’ordine delle serie e delle sottoserie; l’archivio aggregato del Consorzio per il mantenimento dei fossi nell’Agro Orbetellano, prodotto da un soggetto distinto, è collocato in coda con numerazione propria. All’interno delle sottoserie l’ordine è cronologico per organi, carteggio, contratti, personale, bilanci e adempimenti fiscali (per esercizio), manutenzione (per esercizio) e danni da eventi calamitosi (per evento); per lotto e poi cronologico nelle opere di bonifica del 1929-1950; per opera o corso d’acqua e poi cronologico nelle sistemazioni idrauliche, nelle strade e ponti e nella bonifica della sinistra Albegna. La segnatura è composta dal numero di busta e, dove presente, dal numero del fascicolo (es. b. 307, fasc. 2).
L’articolazione adottata è di carattere tematico-funzionale. Tale articolazione è il frutto di una precisa scelta degli archivisti, non di una struttura rinvenuta così: il fondo, al momento dell’intervento, non presentava un ordinamento riconoscibile al di sopra del livello della busta, e la ricostruzione di un ordine originario unitario non era in alcun modo possibile, poiché quell’ordine non è mai esistito né ha mai trovato compimento in sede di formazione del fondo. Si è quindi deciso di riarticolare la documentazione secondo le funzioni dell’ente, appoggiandosi ove possibile alle aggregazioni preesistenti e ricorrendo a partizioni di nuova definizione solo dove queste mancavano. Lo scopo è quello di garantire una consultabilità migliore e più efficace del fondo nel suo complesso e, in particolare, della serie Progetti e lavori, che ne costituisce il nucleo fondamentale per quantità e per rilevanza, nonché quella in cui l’intervento degli archivisti è stato più significativo. Le sue duecentoventisette buste erano in gran parte sedimentate per pratica d’appalto o manutentiva, senza un ordine complessivo; l’ufficio tecnico le intestava all’opera, al lotto, all’esercizio o all’evento cui si riferivano. Si è scelto di trasformare queste intestazioni in altrettante chiavi di articolazione: i piani generali e le perizie; le opere di bonifica di prima esecuzione, ordinate per lotto (1929-1950); le sistemazioni idrauliche successive, ordinate per corso d’acqua e tratto; le strade e i ponti; la bonifica della sinistra Albegna con gli impianti idrovori; l’irrigazione; la manutenzione per esercizio; i ripristini dei danni bellici e quelli dei danni da eventi calamitosi, ordinati per evento; il rilevamento tecnico. Anche in questo caso la partizione è convenzionale e dichiarata: un fascicolo di ripristino post-alluvionale è, sul piano formale, un appalto come gli altri, e la sua collocazione nella sottoserie dei danni calamitosi anziché in quella delle sistemazioni idrauliche risponde a una scelta descrittiva, motivata dalla causa e dal regime di finanziamento dell’intervento, non a una differenza di natura tipologico-documentaria.
Le unità di condizionamento sono state mantenute integre, ove possibile.
Dodici buste conservano, accanto a un nucleo omogeneo, uno o più fascicoli riferibili ad altre partizioni del fondo: si è scelto di non smembrarle, ma di collocarle nella sottoserie corrispondente al contenuto prevalente e di descrivere i ventidue fascicoli eccedenti nella sottoserie di pertinenza, con l’indicazione della busta che li conserva, anche se eccentrica rispetto all’ordinamento fisico.
Nell’inventario tali buste compaiono quindi in due o più punti; la segnatura (numero di b. e numero di fasc.) consente in ogni caso un celere reperimento e garantisce il rispetto del vincolo.
L’intervento ha cercato di analizzare la documentazione in modo approfondito, al livello del fascicolo e, dove l’articolazione interna lo richiedeva, del sottofascicolo, registrando consistenze, estremi cronologici, contenuti e classificazioni originarie. Questo grado di analisi non risolve la complessità e stratificazione del fondo, che deriva dalla sovrapposizione di logiche di sedimentazione diverse nel tempo, dalla mescolanza di documentazione amministrativa e tecnica nelle medesime pratiche, dalle perdite e dai danneggiamenti subiti; la rende però leggibile, e consente a chi consulta di riconoscere in ogni punto l’equilibrio anelato fra rigore del vincolo e scelte soggettive degli archivisti.

Codici identificativi:

  • CB6 | Annotazioni: Identificativo di sistema

Soggetti produttori

Compilatori

  • Inserimento dati: Conversione dalla sequenza inventariale CB6 (rev. 2) (software) - Data intervento: 22 settembre 2026