Società Anonima della Ferrovia Massa Marittima-Follonica (1894 - 2007)
357 unità archivistiche di primo livello collegateFondo
Altre denominazioni:
- Società Anonima della Ferrovia Massa Marittima-Follonica Porto (O) | Annotazioni:
- Massa Marittima-Follonica Servizio Autolinee Spa (O) | Annotazioni:
Profilo storico
L'archivio riflette le vicende storiche e aziendali della Società Anonima della Ferrovia Massa Marittima−Follonica e, dunque, della medesima linea ferroviaria che collegava i due centri.
Le vicende della Società Anonima Ferrovia Massa Marittima−Follonica si accompagnano pienamente allo sviluppo economico e alle trasformazioni del territorio grossetano tra Ottocento e Novecento. Le potenzialità estrattivo−minerarie della zona, situata intorno a Massa Marittima, alimentarono fin dagli ultimi decenni del XIX secolo le speranze di crescita economica della popolazione locale. L’attività estrattiva influenzò profondamente la vita quotidiana tra i primi del Novecento e il secondo Dopoguerra, rendendo pertanto indispensabile un collegamento ferroviario tra l’entroterra e il mare.
La costituzione della Società Anonima Ferrovia Massa Marittima−Follonica avvenne nel 1900, a seguito del Regio Decreto n. 222 dell’11 giugno 1899, su iniziativa del Comune di Massa Marittima. La realizzazione fu affidata all’imprenditore padovano Perikles Tzikos e all’ingegnere bulgaro Emilio Torok. I lavori si conclusero con l’inaugurazione della linea ferroviaria l'11 dicembre del 1902. Il principale obiettivo dell’infrastruttura era il trasporto dei minerali estratti in Val d’Aspra −rame, zinco, piombo argentifero e ferro− sino a Follonica, località portuale.
La nuova linea, lunga circa 25 km con un dislivello di 350 metri, rappresentò una significativa innovazione per il territorio. Inizialmente servita da convogli a vapore e successivamente elettrificata, si rivelò poi fondamentale anche sotto il profilo strategico−militare. Insieme ai treni merci vennero attivati servizi passeggeri, in particolare durante la stagione estiva, quando il collegamento verso la costa tirrenica veniva utilizzato da numerosi residenti delle Colline Metallifere e dei suoi centri rurali.
Nonostante l’impatto positivo sull’economia locale, la ferrovia dovette affrontare difficoltà crescenti. Nel corso degli anni non mancarono incidenti, come quello di Schiantapetto del 12 settembre 1922, nel quale il deragliamento di un convoglio provocò la morte di un frenatore e il ferimento di quattro passeggeri, perlopiù minatori.
Negli anni Trenta, la costruzione di una teleferica lunga 30 km ad opera della Società Montecatini, destinata a trasportare i carichi di pirite da Niccioleta a Scarlino a costi più competitivi, ridusse drasticamente l'economicità dell'uso della ferrovia. La crisi economica del 1929 e le sue ricadute aggravarono ulteriormente la situazione: il traffico minerario passò da 165.000 tonnellate nel 1920 a 30.000 nel 1930. Al calo dei trasporti si aggiunsero poi i tagli al personale e la progressiva sostituzione del servizio passeggeri con una rete di autobus più economici e semplici da gestire.
Verso la fine degli anni Trenta e nei primi anni Quaranta vi fu una modesta ripresa del traffico, sostenuta anche dal potenziamento estivo dei collegamenti, in particolare dal 31 maggio 1941 fino al 1944. Tuttavia, i danni bellici provocarono l’interruzione definitiva della circolazione ferroviaria. Sebbene le stime di ripristino ammontassero nel 1944 a circa due milioni di lire, successive perizie ne innalzarono il costo, inducendo le autorità ad abbandonare ogni progetto di riattivazione. Nel gennaio del 1945, il Comune di Massa Marittima si propose per contribuire al finanziamento dei lavori, ma alla proposta non si diede seguito.
Dal novembre 1946, per garantire la prosecuzione delle attività estrattive e un minimo servizio passeggeri, la Società utilizzò alcuni autocarri Fiat 621 e 626, ma solo vent'anni dopo, nel 1967, la Società Anonima Ferrovia Massa Marittima−Follonica venne riconvertita ufficialmente in azienda di autolinee dedicate esclusivamente al trasporto di persone.
Nel 1977 la Regione Toscana approvò un progetto di ripristino della linea per scopi merci, legato alla prevista apertura della miniera di Campiano, ma il Ministero dei Trasporti non ne autorizzò la realizzazione. La Società, divenuta Massa Marittima−Follonica Servizi Autolinee S.p.A., mantenne la concessione prorogata nel 1979. Un nuovo tentativo di riattivazione negli anni Ottanta si concluse nuovamente senza risultati, fino alla definitiva chiusura della società, dopo la sua messa in liquidazione.
Fonti bibliografiche
Neri, Maurizio, Dalle Colline metallifere al mare: la ferrovia Massa Marittima−Follonica Porto, Calosci, Cortona, 1987.
Stacchini, Leandro, "Costruzione e chiusura delle ferrovie secondarie: il caso della Follonica Porto−Massa Marittima", in Maggi, Stefano (a cura di), La rotaia e il treno. Due secoli di sviluppo, Pisa, Pacini, 2024.
Profilo archivistico
L’archivio della Società Anonima Ferrovia Massa Marittima–Follonica presenta una struttura generale analoga a quella di altri archivi di società ferroviarie, articolandosi primariamente in documentazione tecnica e amministrativa. La prima comprende planimetrie, rilievi e mappe relativi alla costruzione, all’esercizio e alle trasformazioni della linea; la seconda raccoglie verbali degli organi societari, bilanci, carteggio sulla gestione del personale e dei mezzi, oltre alla documentazione contabile prodotta nei diversi esercizi.
La consistenza del fondo è attualmente quantificabile in 81 buste e 71 registri [numerazione 001 − 104], con estremi cronologici compresi tra la costituzione della Società Anonima nel 1900 − sebbene sia presente documentazione ancor più risalente, ascrivibile ad altri soggetti, fino al 1894− e la trasformazione in Ferrovia Massa Follonica Servizio Autolinee S.p.A. nel 1967, cui si aggiungono nuclei documentari residui fino agli anni Novanta e Duemila. La documentazione oggetto dell'intervento, conservata nei locali dell’ex sito minerario di Niccioleta, si presentava in origine priva di ordinamento e di strumenti di ricerca, e non risultava immediatamente riconoscibile una scansione per serie in grado di riflettere l’organizzazione originaria del soggetto produttore.
Criteri di riordino
In assenza di un titolario, si è proceduto alla ricostruzione delle serie partendo dall’individuazione di aree tematiche omogenee e dalla rilevazione delle relazioni funzionali tra le unità archivistiche. Il riordino ha privilegiato, quando riconoscibile, la permanenza di aggregazioni preesistenti, ricostruite sulla base di elementi di coerenza interna (intitolazioni, contenuto, continuità cronologica), numerazioni progressive dei faldoni e presenza di registri e report relativi a uno stesso affare. Nel rispetto del metodo storico, la descrizione è stata elaborata dal generale al particolare, a partire dalla serie più direttamente rappresentativa delle funzioni istituzionali della società, così da ricostruire il contesto amministrativo, gestionale e tecnico in cui la documentazione è stata prodotta.
Struttura del fondo
Sono state individuate tre serie principali, articolate nelle seguenti sottoserie:
Affari generali e gestione finanziaria
Sottoserie:
- Verbali delle assemblee e bilanci
- Normativa, regolamenti e circolari
- Obbligazioni e locazioni
- Scritture contabili e imposte
- Esercizio
- Corrispondenza
- Gestione servizio traffico, merci, passeggeri
- Miscellanea
Questa serie, la più consistente e articolata, documenta le vicende istituzionali della società sin dagli atti fondativi e dai verbali delle assemblee dei soci, includendo la normativa interna ed esterna, il carteggio con enti pubblici e soggetti privati, nonché i fascicoli relativi ai singoli affari. I nuclei sulla gestione del servizio merci e passeggeri, corredati da relazioni statistiche, organizzative e finanziarie consentono di seguire con particolare precisione l’andamento della società negli anni della crisi del 1929 e durante la Seconda guerra mondiale, offrendo dati utili alla ricostruzione storica dell’esercizio e delle strategie di adattamento al mutato contesto economico, sociale e demografico.
I materiali a stampa riguardano principalmente regolamenti e inserzioni pubblicitarie degli automezzi; le sottoserie relative a obbligazioni, locazioni, scritture contabili, imposte ed esercizio finanziario riuniscono invece la documentazione sulla gestione ordinaria e straordinaria della società, dei suoi mezzi e del patrimonio immobiliare e infrastrutturale.
Personale
Sottoserie: - Circolari, concordati e normativa
- Matricole e fascicoli del personale
- Retribuzioni
- Corrispondenza, cause e vertenze
- Previdenza sociale (contributi INPS e infortuni)
La serie raccoglie la documentazione relativa alla gestione del personale in tutte le sue fasi: assunzione, carriera, trattamento economico, stato di servizio e di salute. La presenza di fascicoli personali, documentazione sugli infortuni e sulle vertenze, nonché sulla previdenza sociale, permette di approfondire le condizioni di lavoro, la composizione del personale e l’impatto delle congiunture economiche sulle politiche occupazionali della società.
Ufficio tecnico
Sottoserie:
- Convenzioni e contratti
- Progetti, mappe e infrastrutture (compresi i danni di guerra)
Questa serie documenta le attività di progettazione, realizzazione, manutenzione e trasformazione della linea ferroviaria e delle infrastrutture connesse, in particolare nelle fasi iniziali di costruzione e successiva espansione sul territorio massetano. La ricca presenza di mappe, schizzi e progetti, anche particolarmente risalenti, restituisce le complessità tecniche del tracciato e consente di comprendere le motivazioni, legate in larga misura ai danni bellici e ai costi di ripristino, che contribuirono al definitivo mancato riavvio del servizio ferroviario.
Sono inoltre conservati timbri e oggetti di cancelleria, testimonianza materiale delle pratiche d’ufficio e del funzionamento quotidiano dell’azienda, nonché un elenco di consistenza risalente alla consegna del fondo al nuovo soggetto conservatore.
Storia archivistica:
Il fondo era conservato presso la sede della Società ferroviaria, nella sede di Ghirlanda (Comune di Massa Marittima), con tutta probabilità in una collocazione che rifletteva l’articolazione degli uffici e dei singoli soggetti produttori, nonché con una modalità di sedimentazione che non rispondeva a un’articolazione precisa, né a un titolario di gestione documentaria di sorta. Parte del fondo è stata oggetto di una dichiarazione di interesse storico da parte della Soprintendenza competente nel 1983 (atto con repertorio 444), ma in tale dichiarazione si faceva riferimento a una consistenza minore rispetto a quella effettiva (33 unità fra buste e fascicoli). Si suppone che la documentazione sia poi stata integrata con altri materiali prodotti dalla società e successivamente depositata presso la sede archivistica di Niccioleta, nel 2016 (data dell’atto relativo, reperito fra la documentazione). Era presente un elenco di consistenza generico, prodotto per la consegna dei materiali al nuovo soggetto conservatore nel 2016 e che all’atto pare coevo. La documentazione era collocata in scatoloni di trasporto, in larga parte disposta all’interno di materiali di condizionamento anche molto risalenti e con tracce di tentativi descrittivi – in gran parte ascrivibili allo svolgimento dell’attività ordinaria degli uffici – e di riordino sempre parziali e non risolutivi, in molti casi anche più recenti (fino agli anni Ottanta).
Lingua della documentazione:
- ita
Condizione di accesso:
accessibile previa autorizzazione
Stato di conservazione:
buono
Note sullo stato di conservazione:
Lo stato di conservazione del complesso archivistico è, in linea generale, buono. La maggior parte della documentazione si presenta in condizioni buone o molto buone.
Soggetti produttori
Link risorsa: https://archivista.hiboucoop.org/fonds/2165