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Camera del lavoro territoriale di Cuneo

Camera del lavoro territoriale di Cuneo (1946 - 2012)

87 unità archivistiche di primo livello collegate

Fondo

Consistenza archivistica: 87 unità (87 tra buste, fascicoli, registri e volumi ai quali si aggiunge una scatola di materiale fotografico).

Abstract:

Il fondo restituisce, attraverso la documentazione prodotta dalle categorie sindacali, l’attività della CGIL in provincia di Cuneo dal secondo dopoguerra agli anni Duemila. Il materiale è stato ricomposto a partire da un censimento delle carte che, fino al presente intervento, erano rimaste inutilizzate nelle varie sedi provinciali. L’archivio documenta soprattutto le vertenze aziendali, dalla metalmeccanica ai cementifici, dai trasporti all’agroalimentare e al tessile, la lunga vertenza sull’amianto e, talvolta, l’azione di singoli dirigenti e delegati. Le carte permettono di seguire la storia della rappresentanza sindacale in fabbrica attraverso l’evoluzione dalle commissioni interne ai consigli di fabbrica e alle RSU, offrendo uno spaccato inedito del rapporto tra sindacato, imprese e territorio.

Il fondo raccoglie la documentazione prodotta e raccolta dalle strutture territoriali e di categoria della CGIL in provincia di Cuneo dal secondo dopoguerra ai primi anni Duemila, con alcune serie che si spingono fino al 2012. Non si tratta dell'archivio confederale organico della Camera del lavoro, ma di una pluralità di nuclei documentari riconducibili alle categorie e a singoli dirigenti sindacali: l'unico nucleo di natura propriamente confederale è il cosiddetto Archivio Borgna. Ne risulta un archivio corale, in cui il sindacato è osservato soprattutto dal suo nucleo operativo, attivo nei luoghi di lavoro e nel vivo delle vertenze, più che nei vertici decisionali.
Il nucleo più ampio e coerente documenta la presenza sindacale alla SNOS–FIAT ferroviaria di Savigliano dal 1948 al 1999 e consente di seguire le fasi della rappresentanza in fabbrica: la commissione interna, la stagione unitaria della FLM e dei consigli di fabbrica, il ritorno alle strutture di categoria con le RSU. Nel subfondo saviglianese della FIOM, l’azienda ferroviaria è affiancata da altre aziende metalmeccaniche del comprensorio (acciaierie, fonderie, carrozzerie, autotrasporti), una raccolta di stampa e manifesti e la documentazione sulla vertenza amianto (1992−2009), seguita con il patronato INCA e estesa dal 2003 ai lavoratori di Riva Acciaio e Ilva.
Completano il fondo i fascicoli aziendali della FILLEA per i cementifici e il legno (1962−2007), tra cui spicca quello dell'Italcementi di Borgo San Dalmazzo, il più completo e organico dell'intero fondo; le carte della FILT sul settore dei trasporti, dalle imprese di autolinee all'aeroporto di Levaldigi e al personale di macchina delle Ferrovie dello Stato (1979−2011); l'archivio Borgna (1946−1986), che unisce carte confederali e personali, dalla Federterra di Alba e dai beni della Camera del lavoro di Cuneo ai registri dell'Ufficio di organizzazione su tesseramento, consigli di zona e consigli dei delegati; si sono infine aggiunti i pochi fascicoli aziendali di FLAI e FILTEA/FILCTEM relativi alle industrie agroalimentari e tessili (1970−2012) scampati all’alluvione del Tanaro del 1994 e conservati nella sede di Alba, città colpita dalla catastrofe.
Ricorrono come fili conduttori i licenziamenti e le crisi aziendali (a partire da quelli alla SNOS del 1949−1951 e del 1967), la cassa integrazione e le politiche attive del lavoro (l. 223/1991, ricollocamento, lavori socialmente utili), l'ambiente di lavoro e la tutela della salute, fino alla vertenza amianto.
Le tipologie documentarie maggiormente ricorrenti sono le seguenti:
− verbali di elezione delle commissioni interne e dei consigli di fabbrica,
− verbali di accordo e di conciliazione,
− corrispondenza con le direzioni aziendali e con l'Unione industriali,
− volantini e comunicati,
− rassegna stampa,
− materiale ispettivo e sanitario (ASL/USSL, INAIL),
− atti giudiziari di controversie di lavoro,
− contratti integrativi, fonti normative e materiale informativo di settore,
− periodici sindacali.

Storia archivistica:

Il fondo non deriva da un versamento unitario né dalla sedimentazione di un unico ufficio, ma da un lavoro di ricomposizione di materiali dispersi. L’intervento è partito da un censimento delle carte conservate nelle principali sedi della provincia, che si è rivelato una vera e propria ricerca: in molti casi la presenza stessa della documentazione non era nota, e solo la ricognizione ne ha permesso il recupero, come è accaduto per il subfondo saviglianese della FIOM. La conservazione è risultata disomogenea. Le categorie tendono a radicarsi in singole città e a custodirvi le proprie carte (l’archivio della FOMB di Fossano, per esempio, si trovava a Savigliano), mentre i sindacalisti si muovono nel territorio; la stessa natura territoriale del soggetto produttore può aver concorso a lacune e a conservazioni occasionali. Alcuni nuclei erano già stati fascicolati e sigillati dai produttori sotto il titolo «Archivio + nome azienda»; altri, come la documentazione sull’amianto, sono pervenuti in totale disordine e sono stati ricostruiti in sede di riordino, mentre per Alba la documentazione precedente è in gran parte andata perduta con l’alluvione del Tanaro del novembre 1994.
Criteri di ordinamento
Anche se, come si è detto, le carte sono state rinvenute in luoghi diversi, il fondo è ordinato per categorie e non per sedi di conservazione. La struttura deve infatti restare intuitiva e funzionale, anche per agevolare versamenti futuri.
Come spesso accade per gli archivi non istituzionali (enti privati, associazioni, partiti, sindacati), la documentazione non si serializza per tipologia: tra i principali criteri aggregativi all’interno delle categorie vi sono le aziende, ma anche le tematiche di grandi vertenze, come quella sull’amianto; talvolta è riconoscibile l’attività di singoli delegati come forza aggregatrice, come per le carte del sindacalista Gino Garzino o per lo stesso archivio Borgna.
Dove le carte non conservano un ordine originario riconoscibile, e il vincolo dei titoli originari non è più ricostruibile, si è adottato un ordinamento cronologico, che consente di cogliere anche le fasi di crisi e di benessere aziendale; i fascicoli già costituiti per azienda e sigillati dai produttori mantengono il titolo originale.
Infine, il termine ad quem del riordino era stato fissato al 2002, centenario della Camera del lavoro di Cuneo: chiaramente si tratta di una data indicativa che non ha in alcun modo influito sull’attività sindacale, pertanto, molte serie arrivano al primo decennio del Duemila.

Lingua della documentazione:

  • ita

Soggetti titolari:

  • Camera del lavoro territoriale di Cuneo

Condizione di accesso:

accessibile previa autorizzazione

Condizione di riproduzione:

consentita per uso studio

Stato di conservazione:

ottimo

Soggetti produttori